Finita l'era Abramovich, il Chelsea passa all'americano Boehly

Finita l'era Abramovich, il Chelsea passa all'americano Boehly

Operazione da 5,2 miliardi di dollari, chiusura entro maggio

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  • Operazione da 5,2 miliardi di dollari, chiusura entro maggio
  • Mancava solo l'ufficializzazione, è arrivata la scorsa notte: con un comunicato apparso sui profili social del club, il Chelsea ha annunciato l'avvenuto cambio di proprietà, da Roman Abramovich al consorzio statunitense guidato da Todd Boehly, per una cifra record, che si aggira sui cinque miliardi di euro. Dopo le firme sul contratto, manca ora solo l'approvazione da parte della Premier League e del governo britannico, un passaggio puramente formale, per ratificare l'uscita di scena dell'oligarca russo, costretto alla cessione dopo essere stato sottoposto a dure sanzioni economiche nel Regno Unito. "La cessione - si legge nella dichiarazione della società londinese - sarà finalizzata alla fine di maggio, in attesa di tutte le necessarie autorizzazioni".

    Il volto più noto della nuova proprietà è quello di Boehly, già comproprietario della franchigia di baseball dei Los Angeles Dodgers e fondatore di Eldridge Industries. Al suo fianco - nelle vesti di maggiore azionista - c'è la società di private equity statunitense Clearlake Capital, così come altri soci minori, come l'altro proprietario dei Dodgers Mark Walter, il miliardario svizzero Hansjoerg Wyss e il promotore immobiliare britannico Jonathan Goldstein. Si chiude così, a notte fonda, l'era Abramovich, che aveva acquistato il Chelsea quasi due decenni fa, trasformandolo in uno dei club di maggior successo del pianeta: dal suo arrivo a Stamford Bridge i Blues hanno vinto tutto, comprese due Champions League, cinque titoli della Premier League, due Europa League, due Fa Cup e un titolo mondiale per club.

    Nei giorni scorsi si era diffusa la voce secondo cui il takeover avrebbe potuto incontrare ostacoli, dal momento che il magnate russo, contrariamente a quanto promesso inizialmente, avrebbe preteso il pagamento del prestito personale, circa 1,6 miliardi, concessi al club nel corso degli anni. Lo stesso Abramovich, però, in una nota diffusa nella giornata di giovedì, aveva smentito la notizia, ribadendo il suo impegno a devolvere l'intero ricavato della vendita ad una associazione benefica che si occupa delle vittime del conflitto bellico in Ucraina. Quella guerra che gli è costata proprio l'amato club, dal momento che Abramovich - dopo l'invasione russa in Ucraina - è stato considerato dalle autorità britanniche un oligarca funzionale al regime putiniano, e per questo motivo sottoposto a sanzioni che hanno congelato tutti i suoi beni posseduti nel Regno, costringendolo appunto alla vendita del Chelsea, per una cifra record nel campo delle acquisizioni di franchigie sportive.

    Al confronto dei 5 miliardi di euro pagati per i Blues sembrano quasi 'scomparire' i 2,11 miliardi pagati nell'agosto del 2019 dal magnate taiwanese Joseph Tsai, il co-fondatore di Alibaba, per acquisire il pieno controllo dei Brooklyn Nets della Nba, o i 2,4 miliardi sborsati del businessman Steven A. Cohen per l'acquisto dei New York Mets del baseball. Ma adesso il Chelsea 'batterà', doppiandole, le cifre da primato dello sport Usa.