Calcio: Fiorentina; Pradè, No a Milik puntiamo su Vlahovic

Calcio: Fiorentina; Pradè, No a Milik puntiamo su Vlahovic

Prandelli: 'Spero che la vittoria sulla Juve sia solo l'inizio'

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  • Prandelli: 'Spero che la vittoria sulla Juve sia solo l'inizio'
  • (ANSA) - FIRENZE, 01 GEN - ''Non siamo ancora pronti per i vertici ma non meritiamo questa classifica, a livello individuale dal punto di vista tecnico, siamo secondi a pochi''.
        Lo ha detto Daniele Pradè dai canali della Fiorentina a pochi giorni dalla partita col Bologna e dall'apertura del mercato.
        ''Sarà come sempre un mercato di riparazione - ha ribadito il ds viola - Noi abbiamo 29 giocatori, decideremo con Prandelli ma certe scelte le abbiamo già prese e non possiamo cambiarle''.
        Fra queste dare fiducia al ventenne Vlahovic, sempre a segno nelle ultime tre gare: ''Abbiamo deciso di puntare su di lui e ci sta dando ottime risposte, quindi non sarebbe giusto andare a prendere, per fare un esempio, Milik o Piatek. Sarebbero utili ma andrebbero a ostacolare la crescita di Dusan''. Possibile invece l'addio di Kouamè e Cutrone che hanno avuto poco spazio: ''Ci sono giocatori scontenti come quest'ultimo, cercheremo di accontentarli''. Pradè s'è poi rivolto ai tifosi mentre la Fiorentina è ancora in zona rischio: ''Devono stare tranquilli, abbiamo una proprietà molto forte, faremo di tutto per rendere competitiva la squadra, i risultati forse non raggiungono la sufficienza, ora però abbiamo Prandelli che deve darci serenità, esperienza e la sua conoscenza di Firenze. Puntiamo su di lui, sono fiducioso''. Oggi i viola hanno proseguito la preparazione la gara col Bologna: ''Dopo aver battuto la Juve saremo giudicati ora sempre in base a quella partita - ha detto il tecnico sui canali viola - Abbiamo acquisito sicurezza e scacciato la paura, spero sia solo l'inizio, se continueremo su questa strada daremo grandi soddisfazioni. Per il resto - ha concluso Prandelli - trovo quasi imbarazzante parlare dell'anno appena trascorso. L'augurio è poter riappropriarci della nostra vita, delle nostre piazze e dei rapporti con le persone''.
        (ANSA).